La Pes(c)a sfortunata

Ciao a tutti gli amici di buonapesca.it, sono sempre io Lap’is. Oggi vi voglio parlare di una bella pescata che ho effettuato nel fiume Pesa, per precisione nella zona del Bargino. Anche se questa non è stata molto proficua, a causa della troppa acqua presente, accumulatasi delle precedenti piene, ed anche per il susseguirsi di eventi sfortunati, ve la voglio raccontare lo stesso perché sono rimasto veramente colpito dalla bellezza di questo spot.Siamo partiti alle 7.30 circa del mattino, abbiamo impostato il navigatore, e ci siamo diretti verso lo spot. Durante il viaggio, per precisione all’uscita di San Casciano, mi affiora un ricordo alla mente, che mi porta a fare questa esclamazione: “ i bachi!!!! Si sono lasciati a casa!”. Allora, dopo che avevamo realizzato l’idea che il caccia e pesca più vicino era chiuso, abbiamo fatto inversione  e a 140 km/h siamo partiti per tornare a casa. In tempo record, dopo 27 minuti eravamo tornati all’uscita della superstrada con i bigatti penzoloni dal bagagliaio. Arrivati, parcheggiamo e rimaniamo di sasso nel vedere la bellezza di questo spot: una piccola cascata con acqua letteralmente azzurra. L’unico problema è che questa tirava un pochino troppo. Allora subito mi accingo a scendere sull’argine e  preparare la lenza, costituita da una bolognese di 6 m (colmic fiume 110, da rinnovare!), un mulinello con in bobina un nylon del 12, un galleggiante da 0,75, un terminale dello 0,08 e un amino del 22. I primi lanci, quelli che servono sempre per sondare la zona, mi hanno subito fatto capire che su quella sponda era impossibile pescare: l’acqua tirava troppo, quindi te lanciavi a monte, non facevi in tempo a trovare il galleggiante con la vista, che era già arrivato a fondo passata dove il fondale risultava di circa 30 centimetri. Quindi, dopo qualche incaglio, mi decido ad attraversare il fiume grazie ai miei nuovi Waters. Da questa parte si riusciva sicuramente a fare una passata migliore perché l’acqua era più calma. Quindi inizio a pescare, e dopo circa due lanci, ferro un cavedanello. Lo tiro su, e mi accorgo di aver lasciato lo slamatore sull’altra sponda: allora attraverso con il cavedano in canna, ed in quel mentre, il secchiellino dove avevo messo i bachi, attaccato alla cintura, cade e parte trasportato dalla corrente come una saetta in un temporale. Appoggio la canna, e inizio il mio inseguimento, ma ormai era già arrivato in Arno… Che disdetta!!! Per fortuna avevo lasciato un po’ di bigatti in un altro sacchetto. Così ho continuato la mia pescata. Dopo 2 orette decido di andarmene, un po’ turbato dalla perdita del mio bel secchiellino e per le poche catture. Però in compenso, ho visitato un vero paradiso naturale!!!

Ciao, Lap’is.